Riflessioni sull’ecovillaggio

La settimana scorsa al gruppo dei pionieri è stata presentata la prima bozza di progetto per la costruzione dell’ecovillaggio, sulla quale sono nate delle riflessioni collettive che hanno fornito già delle certezze ma anche alcuni dubbi e perplessità. A nome del gruppo anticipo che questa bozza non è ancora disponibile sul blog, in quanto è ancora in stato embrionale e dovrà essere prossimamente valutata in sede di commissione edilizia per una prima approvazione. Tuttavia ciò che mi spinge a parlarne è qualcosa che va al di là del progetto visionato, qualcosa che in senso generale prima o poi avremmo dovuto lo stesso affrontare. Nelle prossime settimane il gruppo dovrà proporre delle precise scelte in merito all’intervento che si andrà a fare sul terreno acquisito, e ai materiali che utilizzeremo in base al progetto in essere.

Quando si fanno delle scelte decisive, che riguardano non solo la propria sfera privata, ma anche quella collettiva come nel nostro caso, esiste una coscienza comune che muove ed agisce per conto nostro. Questa coscienza però fino a che punto può accettare dei compromessi rispetto al proprio sentire, ai propri principi, ai propri intenti? La scelta di uno stile di vita ecologico, sostenibile e rispettoso dell’ambiente, quanto potrà essere influenzata dai compromessi architettonici, progettuali ed economici che si incontreranno lungo il cammino di realizzazione dell’ecovillaggio? Quando si parla di edilizia moderna, e quindi di vincoli strutturali ed ambientali obbligatori, quanto è possibile coniugare tra economicità dei lavori ed uso dei materiali naturali più consoni? A quanto e a cosa si dovrà rinunciare di tutto quello che finora è stato soltanto idealizzato o vissuto in forma intima e personale?

Mi permetto di prenderla un po’ alla larga. All’interno di un macrociclo terrestre, corrispondente alla precessione degli equinozi (circa 26.000 anni in termini di tempo), esistono delle fasi evolutive dove l’umanità si trova ad interagire con energie specifiche delle quali deve tener conto durante il suo viaggio nell’Universo. Secondo alcuni studiosi delle sacre scritture induiste, la nostra epoca sta concludendo una fase discendente, chiamata Kali Yuga (Età del Ferro), per entrare prossimamente nella fase ascendente detta Satya Yuga (Età dell’Oro). Ora ciò che conta non sono le presunte date di questo passaggio, valide solo per chi è ancorato ad una dimensione temporale lineare e ben definita. Ciò che più conta è quando questo passaggio lo sentiamo dentro di noi e quando decidiamo di percorrerlo.

Esiste un luogo sacro dentro di noi, un luogo che non è fisico e non ha un orologio appeso alla parete, un luogo dove lo spazio e il tempo si annullano e divengono il qui e ora di cui siamo fatti. Quello spazio è il nostro Cuore, inteso come luogo eterico connesso alla Sorgente, al Tutto che permea l’Universo e permette la Vita. Lì il nostro movimento evolutivo è connesso ad ogni singolo momento della Vita. E’ connesso perciò anche alle diverse fasi dell’umanità, come una macchina del tempo che viaggia istantaneamente nelle diverse dimensioni e realtà temporali disponibili. Possiamo decidere di essere ciò che vogliamo, e di sentirci allineati a qualsiasi fase evolutiva ci è permessa.

Quello che accade è che ogni nostra scelta può essere connessa a vecchie o a nuove energie, a vecchi o nuovi paradigmi, oppure può essere ancora in una fase di stallo, di morte iniziatica, ove ciò che abbiamo conosciuto finora di noi stessi dev’essere riprogrammato per permetterci nuovi passi lungo il Sentiero della Vita. Oppure può essere tutte e tre le cose contemporaneamente, in quanto tutte esistono e tutte possono essere richiamate nel presente.

E’ il grado di consapevolezza di ciò che possiamo essere, e di ciò che ci circonda, che ci aiuta ad effettuare scelte più o meno affini a quella coscienza personale e collettiva che esprime con forza il suo messaggio. Come gruppo ci stiamo accorgendo quanto in certi momenti il nostro agire diviene comune in modo naturale, non attraverso le parole e le infinite discussioni tipicamente umane, ma soltanto perché esiste una volontà collettiva che forma i pensieri e interagisce con il Cuore di tutti. Volontà che non ha più difficoltà a dire all’istante Sì a qualcosa che sente connesso alle forze cosmiche, e che vuole e dice No dove sente ancora la presenza di energie e vibrazioni non più consone a quella nuova realtà in cui molti iniziano a connettersi. E’ il necessario discernimento che ognuno, responsabilmente, può mettere in atto per non essere in balia degli eventi e di come tira il vento.

Torniamo alle domande di prima. Questo discernimento quanto può scendere a compromessi con una realtà ancora connessa ad energie come il denaro, la burocrazia, le leggi, che per quanto utili spesso vincolano in modo restrittivo e riducono le possibilità che la Natura e Madre Terra sanno donarci? Tutto ancora ha un costo in termini economici, e anche il nostro villaggio non ne è esente. Dover scegliere, ad esempio, per le fondamenta ed eventuali parti interrate necessarie, tra soluzioni economiche, veloci ma energeticamente povere come il cemento armato, piuttosto che impiegare pietra, mattoni o altri sistemi naturali, che però allungano i tempi realizzativi e aumentano di molto i costi, ci sta stimolando ad accogliere nuove soluzioni che possano essere un buon compromesso tra i vari aspetti di cui dobbiamo necessariamente tener conto (morfologia del terreno, cubatura volumetrica disponibile, riciclabilità dei materiali da utilizzare, contesto urbanistico rurale, economicità dell’intervento). Con i soldi in tasca tutto può essere possibile, ma oramai sappiamo che la felicità e la verità non si possono comprare, ne tanto meno rincorrere all’infinito per giustificare le non scelte e la mancanza di risorse.

Cerchiamo di riportare quel concetto espresso prima, di passato presente e futuro interconnessi, alla nostra attuale esperienza. Quanto di vecchio e di nuovo può confluire in esso, quanto può essere permesso nel progetto per poter lo stesso definirsi eco, bio, o qualsiasi altro nuovo prefisso si voglia mettere davanti alle parole? La nostra comunità, e con essa anche tutte le altre forme di aggregazione volte al rinnovamento dell’umanità, quanto possono accettare a livello di coscienza, quando si tratta di utilizzare ancora le vecchi energie disponibili? Ad esempio, quanto consumiamo in termini di spostamento, per riunirci nei luoghi più adatti ai vari incontri spirituali che quotidianamente possiamo frequentare? Quanta energia fossile ancora sprechiamo per poter scrivere o parlarsi via internet? Siamo sicuri di poter ridurre il nostro impatto ambientale al minimo se non renderlo addirittura nullo, o c’è dell’altro di cui tener conto?

La nostra presenza sulla Terra è ingombrante, invasiva e controproducente in certi casi, ma siamo figli di questo pianeta come gli animali, le piante, le montagne ed i mari. Sta alla nostra consapevolezza, individuale e collettiva, formare una coscienza in grado di trasformare la realtà attuale e renderla più armonica e in sintonia con la Natura, senza per questo spingere sui sensi di colpa tipicamente umani per arrivarci, ma solo perché il Sentiero delle Verità passa anche attraverso certe scelte provvisorie o transitorie, che non saranno definitive e perfette ma sicuramente valide per quel momento. Le soluzioni perfette e adatte ad ogni esigenza forse non esistono, se non idealmente, poi ogni dinamica reale ha le sue caratteristiche alle quali ogni scelta dovrà via via adattarsi e plasmarsi. Non dimentichiamo inoltre che la Terra stessa è un organismo vivente e per certi versi indipendente, e che ha in sé le giuste potenzialità per riorganizzarsi e riequilibrare il proprio sistema quando lo ritiene necessario.

Queste riflessioni perciò vogliono essere da stimolo, a me stesso e agli altri, per muoversi non solo su terreni battuti, ma anche e soprattutto attraverso sentieri ancora sconosciuti o da recuperare dal nostro mondo antico. Il blog fornisce uno spazio di condivisione dove possono confluire altrui esperienze o idee che possano permetterci di andare oltre a ciò che già conosciamo. Pertanto sono ben accetti commenti e consigli in tal senso.

Matteo

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