Quali sono in dettaglio i quattro quesiti nazionali a cui saremo chiamati a rispondere
il 12 e 13 Giugno 2011? Qual è la situazione attuale e cosa cambia se vincono i Sì?

Scheda Rossa:
modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica
Questo quesito è solo indirettamente collegato ai servizi idrici pubblici, in quanto le norme da abrogare riguardano in generale l’affidamento dei servizi pubblici più rilevanti a operatori economici privati. Grazie all’attuale legge essi possono partecipare, anche con quote di maggioranza, alla gestione di servizi locali essenziali e di interesse pubblico.
Scheda Gialla:
determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito
Il secondo quesito, che riguarda direttamente il servizio idrico, impedirebbe al gestore, con l’abrogazione parziale della norma in oggetto, di stabilire delle tariffe fisse da applicare ai clienti per un’adeguata remunerazione del capitale investito.
Per quanto riguarda l’acqua come risorsa comune, e abbinando insieme le due norme vigenti oggetto della consultazione, si è già riscontrato da più parti che la privatizzazione in quote maggioritarie di servizi idrici in precedenza pubblici, non solo non ha apportato miglioramenti sostanziali sui servizi erogati, ma ha aumentato considerevolmente le tariffe. Tutto questo a discapito dei comuni cittadini e in particolare delle fasce più deboli che si trovano a dover sostenere maggiori costi per una risorsa così essenziale che dovrebbe essere di tutti per diritto, e non in base alla disponibilità economica.
Più in generale, negli ultimi due decenni, la privatizzazione dei servizi pubblici locali e statali è considerata una scelta liberale utile ad ottenere maggiori vantaggi in termini di servizio reso e risparmio economico. Spesso però, in molti settori, il regime monopolistico vigente non ha permesso una vera e propria concorrenza, lasciando a pochi operatori privati la gestione dei diversi servizi. E a fronte di ridotti investimenti sia strutturali che di innovazione tecnologica che hanno diminuito la qualità dei servizi, e all’aumento incontrollato delle tariffe, ciò che resta è esclusivamente un alto tornaconto personale per i gestori.
La gestione dei servizi essenziali dovrebbe essere riconsiderata sia alla luce delle esperienze di privatizzazione (non solo italiane ma anche europee) già in essere e controproducenti per la collettività, sia tenendo conto dei tanti errori commessi durante la gestione pubblica del passato.
Ecco che il voto di domenica, che riguarda innanzitutto una delle risorse più importanti per l’uomo e per il pianeta, può essere un chiaro segnale da parte dei cittadini che la strada che si vuole intraprendere da ora in avanti è nuova, frutto di quanto finora appreso e valutato per giungere ad una soluzione alternativa che tenga conto di tutti i fattori in campo.
Scheda Grigia:
abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare
Il terzo quesito è altrettanto importante, visto che riguarda la possibilità di abrogare alcune norme che riguardano la costruzione e lo sviluppo sul territorio italiano di sistemi di produzione energetica basati sul nucleare. In questo caso le recenti correzioni apportate alla legge (Decreto Omnibus del 26.05.11) hanno portato ad una modifica sostanziale del quesito referendario originale (vedi link a fine articolo). Al di là del fatto che l’Italia si era già espressa su questo tema così delicato (referendum del 1987), personalmente penso che questo nuovo quesito serva a permettere alle nuove generazioni, che a suo tempo non avevano potuto esprimersi al riguardo, di fare una loro scelta.
I recenti fatti di Fukushima, in Giappone, con un incidente nucleare di portata mondiale, per il quale non sembra ancora esserci via d’uscita e dagli effetti collaterali incalcolabili per l’essere umano e l’ambiente, hanno ridestato l’interesse dell’opinione pubblica sulla necessità o meno di usufruire di questa potente ma instabile tecnologia moderna per la produzione di energia elettrica.
L’energia nucleare, per come è concepita oggi, richiede ingenti investimenti economici, e allo stesso tempo aumenta i rischi legati alla salute pubblica in tutte le varie fasi produttive (estrazione minerali, produzione energia, smaltimento scorie e fine ciclo dei reattori). C’è chi sostiene che l’energia atomica ci permetterebbe di essere più indipendenti energeticamente, ma se consideriamo quanto sia difficile procurarsi gli elementi necessari alla fissione nucleare (ad esempio i giacimenti di uranio sono già in esaurimento), c’è il rischio di essere comunque dipendenti dai paesi produttori di combustibile nucleare, con tutto quello che ne consegue in termini economici e geo-politici. Altri paesi europei, sull’onda di quanto accaduto in Giappone, stanno già predisponendo dei parziali o totali piani di chiusura delle centrali nucleari in funzione, mentre chi sta costruendo nuove centrali si trova con dei costi costruttivi iniziali che sforano di molto il budget previsto, rendendo sempre più antieconomico questo tipo di produzione energetica.
E visto che si parla di acqua come bene comune, la produzione di energia nucleare sfiora di nuovo questo argomento, considerato che una centrale di questo tipo necessita di grandi quantità di acqua per funzionare. Ecco che, senza voler essere maliziosi, ma sapendo che attorno a queste due risorse energetiche ruotano sempre grandi interessi economici, si può intuire come alcune strade si intersechino e portino nella stessa direzione (esistono degli articoli al riguardo, sui possibili competitor dell’acqua e del nucleare in Italia, che rimandano agli stessi protagonisti economici). La posta in gioco quindi è molto alta, e riguarda il futuro di tutti noi.
Personalmente sono convinto che nuove strade siano già percorribili per poter soddisfare il fabbisogno energetico di una nazione, non solo con l’utilizzo di fonti rinnovabili (solare, eolico, ecc, che però necessitano di ulteriori progressi per essere veramente ecologici ed economici), ma anche modificando comportamenti ed abitudini che portino ad una riduzione di consumi e sprechi, utilizzando in modo più consapevole e responsabile le risorse disponibili, e sviluppando la ricerca tecnologica verso energie alternative ed economiche alla portata dei singoli individui e di piccole collettività.
Scheda Verde:
abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale
L’ultimo quesito è di natura giuridica, e solo in apparenza ininfluente per la vita dei normali cittadini. Tralasciando le possibili derive politiche che un quesito del genere può portare, resta il fatto che con l’attuale legge sul legittimo impedimento alcune cariche dello Stato, in caso di procedimenti penali a loro carico non inerenti l’esercizio della funzione, sono di fatto non giudicabili dalla giustizia ordinaria. E’ un’anomalia legislativa che pone al di sopra della legge alcune persone solo per il fatto di avere ottenuto un ruolo istituzionale, acquisito inoltre non per volontà del popolo (l’attuale legge elettorale non permette la votazione diretta dei parlamentari ma solo delle liste presentate dai partiti). L’abrogazione di alcune norme sul legittimo impedimento ridurrebbero o annullerebbero questo privilegio.
Personalmente penso che a nessun Ministro della Repubblica che osservi e rispetti la legge sia necessaria una copertura legislativa simile, che crea diseguaglianza e disparità di trattamento. L’arma a doppio taglio di questa legge è che non solo nel governo attuale, ma anche in futuro, ci si possa trovare tra le liste da votare dei candidati con processi pendenti che potrebbero approfittare dello scudo legislativo per impedirne la giudicabilità.
Per maggiori approfondimenti sui quesiti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011_in_Italia
NOTE SUL VOTO
-
Le operazioni di voto si svolgono:
Domenica 12 giugno 2011, dalle 8.00 alle 22.00;
Lunedì 13 giugno 2011, dalle 7.00 alle 15.00. -
Ognuno dei quattro quesiti servirà ad abrogare una o più norme inserite in leggi o decreti varati di recente che riguardano questi tre delicati temi. Proprio per la loro natura abrogativa, qualora in sede di votazione si scegliesse di chiedere la cancellazione di queste norme, basterà barrare con una X la casella SI.
Per evitare l’annullamento del voto si dovrà prestare attenzione a non sovrapporre le schede una sull’altra mentre si traccia il segno di voto, in quanto c’è il rischio di segnare anche le schede sottostanti, inficiandone la validità in sede di spoglio elettorale. -
Il referendum risulterà valido solo al raggiungimento del quorum previsto per legge (50% più 1 degli aventi diritto al voto)
Matteo Brancati, 07.06.2011
——-




