Pratiche di lunga vita della Biotransenergetica ispirate allo sciamanesimo brasiliano e alla tradizione spirituale degli Orixà.
Dalla seconda metà del secolo XVI°, per oltre trecento anni, quattro milioni e mezzo di neri furono strappati dalle loro terre dell’Africa occidentale e portati schiavi in America. Essi portarono con sé le tradizioni spirituali e terapeutiche dei paesi d’origine e in particolare il culto degli Orixà, antenati che per le loro gesta prodigiose erano assunti al ruolo di divinità.
In Brasile la nuova cultura africana si fuse con quella locale, quella degli indios a loro volta schiavizzati da spagnoli e portoghesi, ed il miscuglio di razze e culture diede vita allo sciamanesimo brasiliano, le cui espressioni più diffuse sono il Candomblè e l’Umbanda. Successivamente la religione dei bianchi invasori entrò a far parte di questo miscuglio e alla tradizionale immagine dell’Orixà si cominciò ad affiancare anche una immagine cristiana.
Gli Orixà sono personaggi piuttosto bizzarri e tutti hanno un aspetto di luce ed un aspetto d’ombra. I principali Orixà corrispondono ai grandi archetipi dell’umanità, che noi occidentali possiamo riscontrare nella psicologia junghiana. Nello sciamanesimo brasiliano troviamo anche una corrispondenza tra Orixà e elementi della natura: terra, acqua, aria, fuoco. Così ad esempio Iemanjà è l’Orixà del mare e delle sue creature, è l’archetipo della madre che accudisce e rigenera i suoi figli, e l’immagine sincretica nel cristianesimo è la Vergine Maria.
La Biotransenergetica è una moderna psicologia transpersonale fondata una trentina di anni fa da Pier Luigi Lattuada, medico e psicoterapeuta e Marlene Silveira, psicologa e psicoterapeuta. In essa i livelli evolutivi della psicologia junghiana sono fusi con le linee della tradizione sincretica sciamanica degli Orixà, e l’accesso alla dimensione di coscienza di questi miti/archetipi favorisce quel delicato passaggio dallo psichismo allo spirituale.
Il seminario di Pratiche Sciamaniche di Lunga Vita è un momento particolare di incontro con le Forze della natura in cui si utilizzano pratiche di Biotransenergetica ispirate alla tradizione sciamanica degli Orixà. Per entrare in contatto con la Forza utilizzeremo il Corpo del Sogno, una sequenza di movimenti tratti dal Thai Chi e dallo Yoga, ripetuti in uno stato di coscienza via via sempre più profondo. Ci saranno momenti di danza libera, accompagnati dal suono del tamburo, durante i quali lasceremo che il corpo fisico si sciolga in movimenti spontanei, e poi viaggi sciamanici per incontrare l’Orixà dentro di noi.
“Il Corpo del Sogno ha la funzione di pratica di lunga vita e di attivazione energetica ed è uno strumento per il contatto con le Forze. Impariamo ad andare in un posto, nel Nagual di Castaneda, dove riceviamo gli insegnamenti in diretto contatto con la Forza. Ad esempio se troviamo uno squilibrio a destra o a sinistra, o un dolore alla spalla, o un blocco o una disarmonia, tutto questo ci parla di disarmonie su altri piani più sottili, e ogni disarmonia è anche la porta che ci indica l’accesso ad un’altra dimensione. Il limite preclude, ma anche indica la direzione dove c’è la cura, l’insegnamento, l’equilibrio. Mettiamo in contatto la Forza con il limite e osserviamo, senza fare. E la Forza è più accessibile se ricercata in una particolare vibrazione , come quelle rappresentate dagli Orixà.” (Lattuada, 2009)
Per partecipare non ci sono requisiti particolari, è bene portare una tuta leggera e qualche strumento musicale come tamburi, maracas, nacchere, cembali.
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