di Claudio Proietti
Perché ci troviamo in cerchio? Forse perché la Vita stessa ci richiama a quella forma. Ogni essere nasce e prende forma da un centro e sempre dal centro si sviluppa nel suo ambiente. Rispettando questa semplice verità diamo Vita alle nostre relazioni.
Il cerchio è la forma più rispettosa di incontro. In quella forma tutti sono accolti in egual misura. Tutti allo stesso modo ne sono responsabili. Energeticamente nessuno prevale e nessuno si esclude, tutti sono importanti. Il cerchio rende intenso, profondo e prezioso l’incontro. Chi è abituato a gridare si acquieta. Chi è abituato a sussurrare ritrova la propria voce. Ritroviamo la dimensione umana e la nostra fondamentale unità. Ogni volta che ci troviamo in cerchio, celebriamo la Vita.
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I nostri incontri non hanno e non intendono avere uno specialista nella conduzione di “cerchi”, proprio perché intendono rientrare nella regola per cui “la Vita sa badare a sé stessa”, senza guru esterni, senza guide che indichino “la via”, senza quella struttura piramidale che ci rende obbedienti al volere di qualcun altro che presume di saperne più di noi, anche se intende agire con le migliori intenzioni.
Nel mio/nostro percorso con la Via del Cerchio abbiamo appreso alcune consapevolezze necessarie per il cambiamento di rotta verso la salute in tutti i sensi:
- Possiamo essere di supporto l’uno con l’altro e di incoraggiamento reciproco nello sviluppare le nostre potenzialità. L’altro è lo spazio di cui abbiamo bisogno per poter sbocciare, fiorire, esprimersi. Il dono di sé all’altro…
- Tutti gli esseri sono profondamente buoni; ciò che chiamiamo “cattivo” non è da combattere, ma da comprendere e nella comprensione si riconosce la sua fondamentale bontà.
- Non c’è nulla di sbagliato nell’essere umano. Tutte le ferite che l’uomo infligge all’altro (che sia rivolto ad un altro essere umano o alla Vita in generale, in tutte le sue forme), provengono da ferite che l’uomo vive nel suo intimo. Si tratta di conflitti che ancora non ha risolto in sé.
- L’uomo è un essere sociale e vive per stare insieme. La sua evoluzione si manifesta nella sua capacità di relazionarsi con se stesso e con l’altro. Solo sviluppando la relazione sana, chiara, onesta, pacifica, attraverso una comunicazione efficace si può creare una rete di relazioni che viaggiano verso un ambiente armonioso.
- Il solo sviluppo individuale, seppur necessario non cambierà il mondo, anche se ci mettessimo tutti d’impegno. Occorre prendere coscienza che siamo tutti interdipendenti e che occorre lavorare insieme nell’Amore e nella Gioia.
- L’insieme di più persone che si ritrova nella modalità del cerchio e impara a conoscersi in quella dimensione ritrova uno spirito collettivo. Il cerchio comincia a riconoscersi come un essere cosciente costituito dalle energie delle persone che lo compongono che si combinano in una magica alchimia organica e olistica. In questo contesto la persona singola amplia la propria visione per quanto riguarda il proprio sé, la propria individualità, il proprio posto e la propria responsabilità nel mondo. Esattamente come i miliardi di cellule che compongono il nostro corpo sono connesse magicamente con tutte le altre a formare una consapevolezza di unità individuale che noi chiamiamo “io”.
- La struttura sociale e relazionale naturale, adatta all’essere umano è circolare, cioè si sviluppa attorno ad un centro e non piramidale, dove chi sta in alto comanda su chi sta in basso, come invece dimostra di essere quella attuale. Quella è una forma non rispettosa dell’Intelligenza con cui si struttura la Vita e tutti gli esseri che la compongono, dal monocellulare ai branchi di mammiferi e per questo sarà sempre destinata a fallire, entrando in conflitto con se stessa e con il suo ambiente, in quanto che non rispetta l’intima natura dell’essere umano.
Ulteriori approfondimenti:
sito http://sites.google.com/site/laviadelcerchio/
blog http://laviadelcerchio.blogspot.com/
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Pubblicato da Claudio in 5 maggio 2010 alle 23:46
Un abbraccio a te Enrico, grazie del tuo ringraziamento, mi fa piacere riceverlo.
Ci vediamo al Cerchio. Un Grazie di cuore alla comunità S. Rocco!
Ci auguriamo di nutrire una bella e profonda amicizia.
A presto.
Pubblicato da Enrico in 4 maggio 2010 alle 09:56
Grazie Claudio per la completezza e la semplicità di questa spiegazione del nostro incontrarci !
Un abbraccio !
Pubblicato da daniela ridi in 4 maggio 2010 alle 08:30
Grazie Claudio, che hai messo in parole cio’ che cerco di vivere e trasmettere all’interno del piccolo Cerchio di cui faccio parte, che spesso barcolla sotto il peso dei costrutti mentali.
fare qualcosa o far parte, dedicare tempo agli altri è sempre inteso come : che lo faccio a fare se non ci guadagno niente?Oppure è vissuto come tanto non mi costa niente e quindi posso anche perderci un po’ di tempo…
La responsabilita’ del BENE COMUNE si perde nella notte dei tempi…e la ricerca del GURU al quale affibbiare la proprie beghe è molto molto praticato ancora..
Mi hanno chiesto di costruire una Ruota di Medicina alla Consuma, nel terreno che questa amica ha e dove servirebbe anche un’ INIPI.
In questa vita la mia esperienza è poca e se tu potessi consigliarmi sulle modalita’ e sui rituali da rispettare te ne sarei molto grata, se poi, potessi aiutarmi supportandomi da vicino, sarebbe ben accetto.
Ti saluto
Daniela Ridi
Giglio dell’Alba
Pubblicato da Claudio in 5 maggio 2010 alle 23:41
Cara Daniela,
seguiamo la Via del Cerchio in molti, ormai e se hai fatto cerchi anche tu ti sarai accorta che la condivisione e la vicinanza ci permette di ritrovare quello spirito collettivo che fa di noi delle persone speciali e soprattutto sacre. Il rispetto è alla base delle nostre relazioni e della nostra stessa salute psicofisica. Amore, Gratitudine, Rispetto… Non ci sono ricette per celebrare la vita ed ogni momento che ci è dato di vivere, se lo vivi con queste basi.
Semplici regole, come l’ascolto attento e privo di giudizio (il giudizio in sé è una distrazione che non coglie l’essenza di Ciò che è) ci aiutano a praticare il rispetto. Dal rispetto nasce la relazione profonda che consente di avvicinare il nostro spirito e aprirci alla fondamentale Unità di tutti gli esseri.
Non abbiamo precisi rituali… Non sono nella mia conoscenza, ma li accogliamo volentieri per chi vuole essere con noi.
Comunque ti invito a partecipare all’incontro con Manitonquat a Celleno dal 4 al 6 giugno, oppure al campo estivo (summercamp 2010) che terremo, sempre con Manitonquat dal 14 al 22 agosto. Imparerai a costruire insieme la capanna del sudore (INIPI) e a celebrare l’incontro e la relazione. Riconoscerai che il cuore eleva tutto a sacro, ma senza il cuore nessun rituale potrà mai sacralizzare niente.
un abbraccio
Pubblicato da Claudio in 5 maggio 2010 alle 23:47
Dimenticavo… se vuoi scrivermi: laviadelcerchio (at) gmail.com