Corte del Vento: ora si può!

Martedì 9 aprile, la Giunta del Comune di Schio ha approvato, all’unanimità, il Piano Urbanistico Attuativo dell’ecovillaggio Corte del Vento. Ora è ufficiale: lo potremo fare!

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Un grazie alla terra del posto, e a chi la abita già da generazioni.

Un grazie a tutti i Pionieri della San Rocco Community: a chi c’è, chi c’è stato… e chi ancora deve arrivare.

Un grazie ai nostri professionisti, che hanno creduto e lavorato per questo progetto da quando non era che una confusa ispirazione, che hanno avuto la pazienza di relazionarsi con tutto il gruppo, con le nostre certezze e le nostre ricerche.

arrivederci Inverno

Immagini e suggestioni per salutare un inverno speciale, che a San Rocco ha donato a più riprese la sua bianca coltre per proteggere la terra, come pure la ha sferzata con burrasche come non se ne vedevano da anni.

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Comunità e perdono

perdonoLa comunità è il luogo del perdono. Nonostante tutta la fiducia che possiamo avere gli uni negli altri, ci sono sempre parole che feriscono, atteggiamenti in cui ci si mette davanti agli altri, situazioni in cui le suscettibilità si urtano. E’ per questo che vivere insieme implica una certa croce, uno sforzo costante e un’accettazione che è un mutuo perdono di ogni giorno.

(Jean Vanier, “La comunità, luogo del perdono e della festa”)

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Grazie ad Imperio per la condivisione.

Conferenza presso Equobar Vicenza – aprile 2012

Per chi non è riuscito a venire, o per chi vuole rivedere quella serata in compagnia, abbiamo pubblicato sul nostro canale You Tube (http://www.youtube.com/user/SanRoccoCommunity) i video della conferenza che abbiamo tenuto nell’aprile 2012 presso l’Equobar di Vicenza.

È stata la prima di una serie di interventi pubblici che l’anno scorso abbiamo tenuto per far fronte all’interesse crescente sul progetto di ecovillaggio Corte del Vento che sta per realizzarsi a San Rocco di Tretto.

Per chi vuole restare aggiornato sui nuovi video che caricheremo sul canale, c’è la possibilità di iscriversi.

Buona visione

Le qualità del nuovo anno

Qualità

BUON ANNO NUOVO!

La bellezza salverà il mondo

girasoleMi trovavo in Inghilterra alla festa di fine anno accademico di una scuola superiore, c’erano molti ragazzi e ragazze su di un prato grandissimo. Fui invitata da un professore a fare un giro, così ci incamminammo nella campagna inglese. Passai da un paesaggio all’altro, e in ogni uno risplendeva una particolarità.

Camminai su prati con un erba bellissima che risplendeva di un verde smeraldo, e poi mi trovai su una strada sterrata. Ai lati c’erano grandi alberi che le facevano da cornice, avevano i colori dell’autunno sopra di me e sotto ai miei piedi c’erano foglie rosse o giallo dorate e mi sentivo avvolta da una luce molto particolare.

Tutto era pieno di una bellezza luminosa fatta di colori, odori e di sensazioni di armonia.

Dal cielo, arrivò una navicella spaziale dalla quale uscirono delle sfere colorate. Avevano occhi, naso e bocca. Io avevo paura che potessero rapirci, ma loro non si curarono di noi ma portarono via squarci di natura, in cui risplendeva bellezza. Loro non ci vedevano, perché non eravamo ancora completamente pieni di bellezza.

Poi arrivarono altri extraterrestri, questi erano simili ad orchi, erano brutti e molto grezzi, non erano in grado di vedere la bellezza, e non ci vedevano perché portavamo nel cuore un po’ di bellezza, quella che ci era sufficiente per salvarci da loro.

Prendemmo la strada del ritorno, ancora la natura ai miei occhi risplendeva di bellezza. Il professore ed io ritornammo alla festa e lui si mise a parlare ai ragazzi e disse loro:
“Solo oggi posso comprendere l’importanza della bellezza, oggi che con la mia età matura so assaporare ciò che mi circonda; ma porto anche nel cuore il ricordo della bellezza della mia gioventù e posso attingere ora dall’una ora dall’altra.  A voi ragazzi dico: tenete nel cuore il ricordo di questo giorno felice e sappiate che ora è il tempo di raccontare la bellezza che vedete. Non è più il tempo di vedere senza raccontare, senza esternare ciò che è intriso di armonia, ma di dirlo in modo che questo prenda più forza nel mondo e dentro di voi. Io vedo la bellezza di questo paesaggio e lo esprimo, dico io lo vedo!”

In quel momento lui si girò verso di me e mi sentii avvolgere da un amore divino ed egli continuò dicendo: “Guardo una persona negli occhi e vedo la sua bellezza e lo esprimo, dico io vedo la bellezza dentro di te”

(sogno di Daniela, novembre 2012)

Auguri di Buon Natale!

Perché sì…

Pubblichiamo una lettera che Irmgard, lettrice di Aam Terranuova, ha inviato alla rivista a seguito dello special sui progetti di ecovillaggio in Italia, pubblicato nel numero di ottobre.

Di seguito la risposta di Enrico, pioniere e presidente della San Rocco Società Cooperativa, ente che nella Community si occupa del progetto e della prossima realizzazione dell’ecovillaggio Corte del Vento, a San Rocco di Tretto.

Buona lettura e grazie a Irmgard per la lettera.

Tretto. Zona dove sorgerà l'ecovillaggio Corte del Vento

La zona dove sorgerà l’ecovillaggio Corte del Vento, al Tretto di Schio (VI).

12 ottobre 2012

Leggo da tanti anni la vostra rivista alla quale sono abbonata, con grande interesse e spesso ci sono articoli che parlano degli ecovillaggi, descritti sempre in modo positivo.

Nell’ultimo numero di ottobre vi occupate di 22 nuovi progetti di ecovillaggi. Ci sono anche ecovillaggi costruiti ex nuovo.

Sappiamo però che il consumo del suolo e un gravissimo problema. La superficie terrestre non aumenta e per la massiccia cementificazione ci sono già in atto dissesti idrologici, frane, diminuzione della superficie agricola, interi paesaggi compromessi, per non parlare dell’aspetto estetico. Ci sono movimenti che si battono per fermare questo scempio.

Poi devo leggere su Terra Nuova, il mensile per l’ecologia della mente e la decrescita felice,  dell’ecovillaggio San Rocco Community (lo prendo come esempio) con costruzioni nuove per 11.300mq, un enorme consumo di suolo. Poco importa se le case sono costruiti in paglia o legno. Non si dovrebbe nemmeno chiamare “ecovillaggio”! Siamo alla solita rincorsa al terreno edificabile per cementificarlo!!! Li chiamate “pionieri” ma con tutto il rispetto per queste persone, che con coraggio iniziano percorsi nuovi, non siamo nei territori sconfinati dell’Outback australiano. Siamo in Italia dove il territorio da occupare è finito.

Gli ecovillaggi dovrebbero solo sorgere nei posti dove già esistono delle strutture da recuperare.

Quanti paesi medievali anche sulle colline sono semivuoti, e nemmeno le villette nuove costruite fuori si riescono più a vendere, eppure anche gli ecologisti si mettono a buttare il cemento!

Da Terra Nuova mi sarei aspettata un minimo di critica, e non il solito elogio e la solita pubblicità!

 C’è anche un altro aspetto riguardante gli ecovillaggi, mai preso in considerazione. Se ci si ritira nei luoghi più sperduti per vivere l’esperienza ecologista, circondati da persone che la pensano nella stessa maniera, si rischia di vivere  come in un ghetto. Sicuramente  l’ecovillaggio è aperto verso l’esterno e accoglie ben volentieri gli ospiti che però normalmente sono già su percorsi di cambiamento. Pur riconoscendo che  gli ecovillaggi possono essere riferimenti utili e importanti, per cercare di fare cambiare stile di vita, bisogna soprattutto vivere tra la gente “normale”, confrontandosi con loro tutti i giorni e fare vedere attraverso il proprio esempio che è possibile vivere in modo più ecologico.

Ringraziandovi per l’attenzione vi saluto

Irmgard Testi-Kranawetter  –  Casciana Terme (PI)

18 ottobre 2012

Cara Irmgard,

quando rivolgo lo sguardo dentro, il mio sentire è lo stesso tuo: un velo di rammarico mi è rimasto, come pioniere della San Rocco Community, per non essere riusciti, nella nostra ricerca iniziale, a trovare qui nell’alto vicentino un borgo, un gruppo di case, una struttura esistente dove realizzare il nostro sogno: andare a vivere assieme. Come te, avrei preferito una ristrutturazione, riportare a nuova vita case in pietra già esistenti, che dalle nostre parti abbondano. Ma pochissimi qui vendono casa. E quei pochi vuol dire una casa qui e una là, e là può essere a chilometri di distanza.

Siamo veneti pedemontani, non so chi di noi sarebbe stato disponibile a trasferirsi in altre zone d’Italia. Così quando è stato tempo di scegliere, avevamo due possibilità: o aspettare ancora, sperando che prima o poi qualcosa di già esistente si rendesse disponibile, oppure fare un gesto concreto, iniziare da un terreno vergine. Abbiamo scelto la seconda. Abbiamo sbagliato? Forse si, non lo sapremo mai. Abbiamo dovuto scegliere: il cammino di avvicinamento all’eco villaggio è pieno di compromessi, di punti stretti di passaggio dove sei costretto ad accettare qualcosa di diverso da quello che hai sognato. E se non lo accetti, ti fermi. Abbiamo tutti in mente infinite sfumature di grigio per ritrarre i nostri sogni, ma poi la realtà qualche volta ti mette di fronte a bianco o nero, sì o no, vita o morte.

Nell’articolo c’è un errore: sono 2.300 mq massimi edificabili, non 11.300; certo il principio non cambia. Una delle riflessioni che ci ha aiutato ad accettare di costruire ex-novo, è stato il fatto che l’energia necessaria per far funzionare le nostre case sarà, a regime, pochissima e interamente da fonti rinnovabili. Il fabbisogno per riscaldare è minimo, 1 o 2 quintali di legna a stagione per ogni casa; legna reperibile sul posto, nei nostri abbondanti boschi, fonte facilmente rinnovabile. L’elettricità e l’acqua calda verranno dal sole, di rinfrescare non c’è bisogno. Non ci saranno apparecchi a gas. Nessuna casa di pietra avrebbe potuto essere riscaldata con così bassi consumi.  La paglia ed il legno assicurano questo grande vantaggio. E poi permettono di ridurre al minimo il famigerato cemento. Certo, un prato diventa eco villaggio: che madre terra porti ancora un po’ di pazienza verso questi suoi figli maldestri che non hanno ancora imparato a vivere in armonia con il creato. In cambio del suo permesso a procurarle ancora ferite, noi ci impegniamo ad introdurre nella nostra quotidianità piccoli gesti per consumare di meno, essere più compassionevoli e solidali tra noi e tornare ad affondare le mani nella sua materia scura e fertile che cura e nutre.

E c’impegniamo ad entrare in contatto con una comunità esistente, quella del Tretto, l’altopiano in comune di Schio, in provincia di Vicenza, dove andremo a costruire, con l’umiltà dell’ultimo arrivato. Entriamo in punta di piedi chiedendo permesso a madre terra e agli abitanti che qui vivono da generazioni e generazioni, un popolo orgoglioso e tenace di origini germaniche, che con madre terra ha già un rapporto molto stretto, se pur molto diverso dal nostro. Entriamo con la speranza di poter testimoniare uno stile di vita sobrio, relazioni più compassionevoli e solidali tra di noi, e noi significa non solo all’interno del nostro gruppo ma anche con i futuri vicini di casa. Nell’eco villaggio Corte del Vento non ci saranno recinti, non ci sarà un dentro e un fuori, non ci saranno confini. Se Dio ci aiuta, saremo una macchia che si espande tra le genti che già abitano lì e tra coloro che si aggregheranno a noi cammino facendo, che ancora non conosciamo. Questa è la nostra testimonianza, il nostro tentativo di trovare, sperimentare, indicare una strada diversa, una strada tra tante, senza pretese di essere migliori di chi sceglie di vivere e testimoniare l’ecologia in modo diverso.

Buona vita.

Enrico Rilievo, San Rocco Community

Edilpaglia. C’è ARIA di casa.

“ARIA familiare” è l’ultimo progetto nato in Edilpaglia, il naturale coronamento di tanti anni di pratica e sperimentazione di edilizia con paglia (e legno). ARIA sta per Associazione Rete Italiana Autocostruttori, e questa associazione è la concreta risposta di Edilpaglia all’esigenza di tante famiglie che vogliono costruirsi in parte ed in proprio la propria abitazione.

In proprio o grazie anche all’aiuto appassionato di quei volontari e corsisti che vogliono imparare le tecniche di edilizia in paglia e legno adatte appunto per l’autocostruzione.

È quello che sta accadendo a Conselice, provincia di Ravenna, dove Vanessa e Riccardo stanno autocostruendo la propria abitazione da circa 100 mq. in Greb, una tecnica costruttiva semplice inventata in Canada e molto diffusa in Francia. A parte le fondamenta in cemento, tutto il resto sarà opera loro e dei corsisti che da tutta Italia stanno arrivando qui, nel primo cantiere in Italia in completa autocostruzione. Da metà agosto 2012, periodo in cui hanno iniziato a realizzare la struttura in legno, sono giunti già al terzo corso da 5 giorni e a vari workshop di un weekend. La formazione è a cura di Maria Angela Pucci, ingegnere che sta seguendo il progetto nonché presidente di Edilpaglia, e di Stefano Mattei, permacultore, sempre Edilpaglia.

Per Riccardo è “un’esperienza culturale e di incontro fantastica”, oltre che un modo per ridurre drasticamente i costi di costruzione di un’abitazione. Vanessa, proprietaria di casa e progettista, scrive nel suo blog: “A.R.I.A. familiare” è un’associazione volontaria dall’ampio contenuto di valori, tra questi la solidarietà che si viene a creare in momenti di difficoltà e il potersi autocostruire quello che credo sia un diritto di tutti, una casa, ma che magari non tutti hanno le potenzialità economiche per farlo. E quale soluzione migliore di riappropriarsi della propria manualità magari facendolo con persone della stessa famiglia o amici?”
Il resto lo dicono i suoi occhi e il sorriso, e come l’abbiamo vista in cantiere domenica scorsa, quando siamo andati a condividere una mattina di lavoro e un po’ di racconti e progetti sulle strade di paglia per arrivare a casa.

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 foto di Emanuele Vaiente e Andrea Stagliano

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Spunti di approfondimento:

Benvenuta Mariasole

Nella casetta sulla collina
è arrivata una bambina
una fata verde l’ha accompagnata
e lei è appena nata.

Nell’erba verde di un grande prato
mamma Nadia ha tanto aspettato
e nei boschi antichi sotto il Summano
papà Enrico l’ha presa per mano.

Vieni bambina, inizia la vita
vivremo assieme una storia infinita
alla Vergine di Luce sei consacrata
Mariasole ti sei chiamata.

Nata in casa con facilità,
in Contrà Snorche 4, altopiano del Tretto, Schio (VI)
Domenica 21 Ottobre 2012, ore 22 e 12
2.800 gr

Viva Mariasole! Viva!
Enrico e Nadia

In cammino, con Amaltea

Camminare con mia figlia per me è stato subito naturale.
Voglia di mostrarle il mondo, di portarla nella Natura, a respirare aria fresca e a familiarizzare con fiori, prati, neve e rocce. Niente trekking da ore, niente altitudini montane. Per me il dono di dovermi inventare passeggiate dietro casa, senza cadere nella noia (del papà, perché lei non si annoia mai, quando andiamo in giro). E così lo stupore di trovarmi nel mezzo del bosco a solo 10 minuti di cammino da casa, come pure di vivere la città da pedone, e scoprire quanta strada si può fare in solo mezz’ora, dove possono portarmi i piedi, e la fantasia di uscire dalla forma mentis dell’automobilista.
Schio devo dire che si presta molto bene. Naturalmente adagiata ai piedi delle montagne, le alture arrivano fin dentro alla città e ai suoi quartieri.
Il confine tra pianura, collina e montagna, a piedi, non è più così netto. Basta osare nell’imboccare lo spazio tra due case, o un vialetto condominiale, per ritrovarsi dopo un po’ su un sentiero che per chilometri si spinge lontano.
Tanti sentieri, tante strade, mille trame che collegano quartieri e contrade, il mondo urbano e quello rurale, ancora vivo, ancora abitato.
E poi case, giardini, parchi, chiese, capitelli, mille ricchezze che in auto non avevo mai notato, e molti accessi riservati solo a chi si muove a piedi. E così, fidandomi dell’orientamento e dell’intuito, sto scoprendo le infinite sorprese che ci sono a due passi da casa, e capisco sempre più che la mia conoscenza della città, vista da dietro al parabrezza, era davvero frammentaria e parziale.

Prendendo spunto da queste passeggiate tra la città e i suoi confini, abbiamo inserito come ultima escursione del ciclo Insieme, attorno a noi, proprio un giro tra I dintorni di Magrè. L’appuntamento è per questa domenica, 28 ottobre 2012.  E anche se saremo vicini alla città, portate gli scarponi. Buon cammino a tutti!

nota: l’escursione I dintorni di Magrè, causa condizioni meteo, è spostata a domenica 11 novembre 2012.

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