Approccio progettuale

Un villaggio dall’uomo, per l’uomo.

Siamo tutti inseriti nelle proporzioni del mondo.
L’uomo da sempre si è costruito una casa, un contenitore. Ha così creato una sua cassa armonica, che gli ha permesso di esprimersi al meglio ed emettere al meglio il proprio suono, la vibrazione che rappresenta il suo essere. Così possiamo dire che la casa è la cassa armonica che fa risuonare la vibrazione dell’uomo, allo stesso modo in cui la cassa della chitarra amplifica la vibrazione della corda eccitata emettendo il suono.

L’architettura è fatta di tecniche, di tecnologie, materiali, forme, pensieri, energie. L’architettura ha la possibilità di far risuonare in armonia tutte le forme di vita, che siano uomini o animali, vegetali o ambienti… è questa l’architettura bioarmonica.

Le proporzioni armoniche di alcune forme geometriche sembrano possano svelarci certe leggi che governano dei processi creativi della natura. Le onde di qualsiasi frequenza (suoni, parole, colori ma anche emozioni e pensieri) si manifestano nella materia a diversi livelli e le danno forma.

Forme Geometriche e Numeri, che si presentano e si ripetono in modo armonico, lasciano intravedere alcuni dei processi creativi della natura. E’ un mondo stupefacente in cui ognuno è parte e nel quale ognuno, con i propri pensieri e le proprie azioni, provoca dei cambiamenti, crea… SEMPRE.

Forme armoniche creano onde armoniche

L’approccio al progetto dell’Ecovillaggio ha tenuto conto dei seguenti punti:

  • ricerca delle caratteristiche proprie dell’ambiente interlacciate con l’uomo e le abitudini con cui vive questo ambiente;
  • ricerca e analisi approfondita del luogo, dentro, sopra e sotto di esso;
  • ricerca delle forze della natura interagenti con il luogo (vento, acqua, luce), intensità e direzione delle forze;
  • analisi delle energie sotterranee e cosmiche;
  • ricerca delle energie sottili, energie di forma, colore, suono.

 

Analisi geobiologica e rabdomantica

Abbiamo eseguito un’analisi geobiologica e rabdomantica. Sono stati individuati dei reticoli energetici relativi alle reti geopatiche, analizzandone la sovrapposizione alle faglie sotterranee e ai corsi d’acqua sotterranei. Si sono cosi’ individuate delle serie di zone energeticamente attive, e delle zone dove queste vengono amplificate o lasciate a “riposo”.

Queste aree ci condizionano nella scelta delle attività da svolgere e il loro interagire. Esistono attività di riposo, attivita’ di azione fisica, intellettuale, emotiva.
Ogni attività verrà posizionata nell’area energetica ad essa più adatta.

L’energia di forma

La geometria sacra, le proporzioni, hanno regolato il nostro studio delle forme, in quanto coscienti della forza, dell’energia insita in ogni forma geometrica e nelle proporzioni tra le parti. E’ importante che ci siano rapporti armoniosi nello spazio in cui viviamo.

 

Ogni forma, come ogni suono, ogni colore, ogni essere, per il fatto stesso che sono, si esprimono in un certo modo e interagiscono continuamente con tutto ciò che si trova intorno, informando e caricando vibratoriamente l’ambiente, che influisce sullo stato d’animo dell’uomo.

Le vibrazioni delle forme e del loro simbolismo hanno un loro particolare magnetismo che risveglia, inconsciamente, reazioni nervose e psichiche diverse, sia positive e benefiche che negative.

Quando la costruzione diventa pubblica, in quanto ideale spazio per l’esistenza del gruppo, diventa “sacra”, e va ad innescarsi un reticolo vivente di percorsi energetici non manifesti che interagiscono fra tutti i luoghi, gli edifici, i manufatti.

Lo studio delle forze naturali e l’energia di forma conducono ad una prima idea di progetto…

I materiali, le tecnologie. L’edilizia ecologica

La costruzione di un villaggio ecologico parte dalle seguenti linee guida:   

  • Ridurre al minimo i movimenti di materiali;
  • Minimizzare gli sprechi di energia, facendo attenzione alla produzione dei materiali e dei manufatti, ai cicli di lavorazione, ai trasporti inutilmente lunghi, alle tecnologie di climatizzazione, agli sprechi di energia per l’illuminazione interna ed esterna degli edifici;
  • Semplificare le tecnologie costruttive, con la scelta di materiali reperibili sul posto, riciclabili o riciclati, in cui sia stata verificata la mancanza di sostanze tossiche;
  • evitare gli inquinamenti dell’aria, della terra, dell’acqua;
  • sfruttare le energie che ci giungono dal sole, dal vento, dalla terra;
  • utilizzare la risorsa dell’acqua con giusta parsimonia;
  • ridurre la cementificazione del terreno;
  • lasciare grandi zone verdi.

La scelta di costruire con la paglia

Le balle di paglia sono un materiale molto economico, altamente isolante sia dai rumori, sia dal freddo e dal caldo, resistente alle vibrazioni sismiche, ecocompatibile, ecosostenibile e “traspirante”, in quanto non intrappola l’umidità dentro l’edificio, distribuendola uniformemente nell’ambiente.

Inoltre, se il progetto è eseguito accuratamente, la costruzione di una casa in balle di paglia è realizzabile anche con manodopera non specializzata.

Il rischio di incendi è assolutamente pari (se non minore, in certi casi) a quello di qualsiasi altro materiale, per via dell’intonaco e dell’estremo grado di compressione della paglia, che riducono l’ossigeno libero necessario per la combustione. Anche la resistenza statica è assolutamente sufficiente, presentando, tra l’altro, il vantaggio di una maggiore elasticità rispetto ad altri materiali come il cemento, i mattoni o la pietra, risultando quindi meno pericolosa in caso di terremoti o cedimenti del terreno. Per quanto riguarda la degradabilità, si nota che esistono case in paglia costruite da più di cento anni che godono di ottima salute, e che probabilmente continueranno ad esistere per molti anni ancora. Una pressa di paglia, infatti, non è altro che fibra compressa, che assume quindi le stesse caratteristiche del legno. L’importante è osservare bene, in fase di progettazione e di costruzione, alcuni accorgimenti fondamentali volti soprattutto ad evitare i ristagni di umidità tra la paglia e gli altri materiali impiegati. Ciò che più sorprende di una casa in paglia è che l’aspetto finale può essere assolutamente indistinguibile da una normale casa in muratura.

(Testi e foto del progetto a cura degli architetti Filippo De Franceschi e Massimo Zampieri)

——

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15 responses to this post.

  1. Posted by Peter on 27 dicembre 2013 at 06:53

    Ci siete ancora? Le case sono state costruite? Tutte come da progetto? Se si sono state vendute tutte? C’è qualche locale ancora disponibile abitabile? Di che dimensioni? I bagni sono in comune oppure no? Il discorso della paglia andrebbe però approfondito, avete pensato al problema delle muffe e insetti che invevitabilmente proliferano in quelle balle? Sapete quanto possono durare quelle balle di paglia? Mi risulta che nel corso degli anni si polverizzano, tra tarli e altri insetti. La Comunità prevede l’autonomia e indipendenza, sussistenza propria, quindi con attività solo interne al proprio territorio per il proprio mantenimento? Per esempio il pane lo fate voi? L’acqua la prelevate dal pozzo nel vostro territorio? L’orto che immagino abbiate già, è abbastanza dimensionato e diversificato per poter garantire l’alimentazione a tutti i membri della comunità? Per il latte, la carne come fate? Prevedete di allevare qualche animale?
    Per l’abbigliamento e calzature come provvedete?
    Avete uno Statuto vostro completo, al qualei ogni membro della comunità deve attenersi? Attualmente quante membri siete? Avete previsto un numero massimo di membri possibili? Ci sono limiti di età?
    Avrei naturalmente molte altre domande importanti da fare, ma vi prego gentilmente di poter rispondere a queste, immagino che magari molte altre persone siano interessate ad avere queste informazioni.
    Grazie e magari arrivederci a presto!

    Peter

    Rispondi

  2. Posted by Anna Brollo Confente on 20 dicembre 2012 at 22:12

    Molto interessante,vorremmo conoscere meglio vs progetto e le rimanenti disponibilità. Abbiamo a disposizione una piccola somma e saremmo pronti ad investire in questo progetto. Grazie Anna e Roberto

    Rispondi

  3. Posted by mari on 6 dicembre 2012 at 17:02

    Condivido ciò che dice Daniele. Dato che il concetto di cohousing si rifà semplicemente al concetto di contrada (con la condivisione degli spazi e delle risorse), sarebbe probabilmente costato di meno intervenire su ciò che già esiste, ad esempio acquistando una delle tantissime contrade abbandonate (molte delle quali sono in vendita) e applicando le tecniche di bioedilizia per il suo restauro. Ciò avrebbe avuto un impatto senz’altro minore sia dal punto di vista energetico che paesaggistico, e avrebbe preservato le caratteristiche storiche di questi luoghi. Il vostro progetto di vita comunitaria è davvero ammirevole, anche se per me le modalità con le quali vi proponete di farlo sono opinabili. In bocca al lupo.

    Rispondi

    • Ciao Mari e Daniele,
      vi segnalo il nostro ultimo post https://sanroccocommunity.org/2012/12/02/perche-si/.
      Nella risposta di Enrico alla lettrice di AAM Terranuova si è cercato di illustrare la nostra posizione e il perché di certe scelte, certamente in parte ancorate ad un modo di muoversi ancora invadente nei confronti di Madre Terra, ma dall’impatto sicuramente ridotto (potrà mai l’uomo, finché esisterà in forma corporea, essere a impatto zero? Sembriamo dinosauri in un giardino zen anche soltanto quando camminiamo) rispetto allo standard occidentale attuale.

      Per quanto riguarda l’ecologia e l’essere ecologici al giorno d’oggi, si apre un fronte di dibattito che speriamo possa trovare spazio in sedi più opportune di un semplice commento ad un blog, in quanto le molteplici opinioni su cosa significhi essere e fare ecologia portano sicuramente a posizioni a volte anche estreme sullo stesso argomento. Personalmente preferisco al momento partire dal significato etimologico della parola ECOLOGIA: discorso sulla casa. Abbiamo cioè a che fare con la nostra casa esteriore, sia essa nuova o frutto del sapiente recupero dell’esistente, ma sopratutto con la nostra Casa Interiore (ciò che è dentro è ciò che è fuori).

      Vi invito comunque ad approfondire la conoscenza del nostro progetto nei mesi a seguire, quando inizieranno i lavori di costruzione, e a farci visita direttamente sul posto, per scambiare opinioni e proseguire il confronto.

      Grazie del vostro contributo.
      Matteo

      Rispondi

  4. Posted by Daniele on 3 novembre 2012 at 14:32

    Con la costruzione del vostro “eco” villaggio andrete a distruggere per sempre un luogo naturale lasciato intatto e tutelato dalle comunità locali. Siete veramente degli ecologisti e volete vivere in armonia con essa? Lasciatela inattata e non costruite altre case o addirittura un villaggio.

    Rispondi

  5. Ciao ragazzi, avrei anche io bisogno di info . Presiedo una ONLUS per persone autistiche e vorrei realizzare un Cohousing in prov. di taranto. mia mail mariapia.vernile@alice.it, Ciao Ciao Mpia

    Rispondi

  6. Posted by Salvatore on 28 luglio 2011 at 08:37

    Ciao sono Salvatore,
    sono interessato a partecipare a questo progetto, sono di Bari ma disposto a trasferirmi ovunque con la mia famigliola (tre persone)
    attualmente ho una roulotte. Vorrei sapere come poter essere utile per la realizzazione di questo progetto.
    la mia email: rinomaltese@yahoo.it

    Rispondi

    • Ciao Salvatore,
      le ferie estive non mi hanno permesso di risponderti velocemente. La tua/vostra disponibilità riguarda la realizzazione pratica dell’ecovillaggio o desiderate esserne partecipi prendendovi un alloggio anche voi? Nel primo caso devo rimandarti sicuramente al prossimo anno, quando inizieranno i lavori di costruzione (ora siamo ancora in fase progettuale), mentre se siete interessati a partecipare attivamente alla comunità contattaci pure in forma privata (vedi sezione Contatti) che approfondiamo nel dettaglio alcune questioni. Fammi sapere, ciao. Matteo

      Rispondi

  7. Posted by massimo on 27 dicembre 2010 at 19:49

    Ciao,sono Massimo e sono il titolare di un’azienda che produce abitazioni ecologiche in legno.
    Se posso esservi utile in qualche modo vi offro la mia esperienza perchè mi fa sempre molto piacere vedere che esistono progetti come il vostro

    Rispondi

  8. Posted by Roberto on 28 novembre 2010 at 11:15

    Ciao,
    Sono Roberto e da quasi un anno mi sto autoformando in permacultura e bioedilizia (terra cruda), volontario agricolo di “professione” (Bulgaria e Portogallo) ed alla ricerca di un gruppo ed un posto adatto per una comunita’ rurale. Sarebbe bello sapere se esiste uno statuto dettagliato della comunita’ e se siete intenzionati ad utilizzare un design di permacultura con annessa rigenerazione agricola (food forest).
    Dal lato bioedile ho un po’ di perplessita’. Il progetto, in mano ad architetti professionisti sembra costoso (ma non ci sono numeri di riferimento) e sopratutto non sembra che sia possibile l’autocostruzione e di conseguenza in accordo con le esigenze personali (risparmio economico ed energetico).
    Cordiali saluti e buon lavoro!
    R

    Rispondi

  9. Posted by Alessandro on 25 ottobre 2010 at 16:32

    Ciao a tutti,
    anche io e i miei amici stiamo cercando un terreno per la costruzione di un ecovillaggio, ed ho trovato voi!

    Mi unisco a Sara condividendo a pieno tutto quello che ha espresso!!!

    In attesa di un incontro vi saluto
    Alessandro

    Rispondi

  10. Salve Enrico, mi unisco a Lucia.
    Faccio parte anche io di un gruppo di persone che vogliono unirsi per vivere e collaborare insieme e risuoniamo con i vostri principi. siamo più indietro di voi come concretizzazione ed eravamo alla ricerca di un terreno o borgo da ristrutturare per costruire il nostro progetto. non escludiamo però, il fatto di unirci ad un gruppo/ecovillaggio già esistente. Per capire meglio sarebbe bello venire a parlare con voi direttamente, vedere il posto dove sorgeranno queste splendide costruzioni… Purtroppo all’open day non sono potuta venire e i finesettimana sono quasi sempre impegnata in corsi che conduco io… è possibile parlare con te o con qualcuno anche durante la settimana, prendendosi und due orette – per visitare il posto possiamo andarci ev. anche da soli. Mi farebbe molto piacere.

    Rispondi

  11. Posted by enrico on 11 agosto 2010 at 14:25

    Cara Lucia,
    grazie per il tuo commento. Le case sono in progettazione, cioè siamo in attesa dell’approvazione del progetto da parte della commissione edilizia del comune di Schio. Abbiamo comunque già avuto una calorosa sollecitazione a proseguire con l’iniziativa da parte delle autorità locali, che ci hanno confermato il loro appoggio morale. C’è un gruppetto di “pionieri” che hanno prenotato un alloggio, altri si aggiungeranno nei prossimi mesi. In primavera 2011 iniziamo i lavori.
    Dunque non ci sono case in vendita, ma c’è la possibilità di unirsi a noi in questa avventura.
    I requisiti per far parte del progetto sono assai semplici: si tratta di condividere i valori della San Rocco Community, cioè riscoperta del contatto con madre terra attraverso i lavori agricoli, la solidarietà intesa come disponibilità a dedicare un po’ di risorse alle altre persone della Community, il rispetto profondo dell’ambiente.
    Se tutto ciò ti appartiene, e se hai un po’ di risparmi da parte, è fatta.
    Ti segnalo un importante momento per incontrare noi tutti, conoscere in dettaglio il progetto e vedere il luogo dove sorgerà l’ecovillaggio: è un “open day” in programma per domenica 26 settembre a partire dalle ore 15, qui a Schio in via del Fontanon, 4.
    Buona continuazione d’estate!
    Enrico

    Rispondi

  12. Posted by lucia miliani on 2 agosto 2010 at 16:22

    Un meraviglioso progetto! Ma le case sono già in vendita? Quali caratteristiche ci vogliono per fare parte di questo progetto?Cordiali saluti
    Lucia Miliani

    Rispondi

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