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Corso Stufa Russa – 3° edizione

IMG_4495Le stufe in muratura sono diffuse su tutto l’arco alpino, l’est Europa, Canada e Sud America. Sono un modo antico ed efficientissimo per scaldare gli ambienti. Funzionano senza ingranaggi e senza elettricità e hanno una resa termica straordinaria, che varia dal 75 al 90%. A titolo di paragone, quella di un caminetto è attorno al 15% e quella di una stufa economica attorno al 30%.

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È possibile quindi usare poca legna di qualsiasi tipo, e caricarla una o due volte al giorno per avere un lento rilascio di calore garantito dalla massa refrattaria.

Realizzeremo assieme un modello molto facile da autocostruire, la Stufa Russa, studiato dall’istituto Nazionale per l’agricoltura Argentino; questo tipo di stufa ha trovato grande diffusione in Patagonia, con conseguenze positive per gli agricoltori e i loro boschi.

A fine opera, mostreremo anche come intonacare la stufa con la terra cruda.

Il corso è teorico e pratico, e sarà condotto da Luigi Rizzi, mastro muratore e geometra, esperto di bioedilizia, e Adam Gallina, di ispirazione resiliente, dedito al riemergere eclettico di arti e talenti in sintonia con la Transizione.

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Stufa intonacataIl corso si terrà a Breganze (VI), località Mirabella,
il 13-14 Giugno 2015.

Orari del corso:
Sabato e Domenica ore 9.00 – 18.00, con pausa pranzo.

Luogo del corso:
Vicolo Vegra 24, località Mirabella
36042 Breganze (VI)
coordinate GPS: 45°41’04.6″N 11°34’14.8″E
mappa: https://goo.gl/maps/OKJJF

Contributo per il seminario:
100 € + 10 € di tessera associativa + 10 € per i pasti.
La quota comprende docenza, materiale didattico, merende e pranzi. È possibile portare qualcosa da condividere (una specialità della propria zona, una torta o una focaccia).

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Iscrizioni:
https://essereinrete.wufoo.com/forms/corso-autocostruzione-stufa-russa-terza-ed/

Il corso non è residenziale, ma per chi lo desidera, c’è la possibilità di contattare l’organizzazione per trovare la sistemazione più consona alle proprie esigenze.

Per saperne di più sulle stufe in muratura, è un buon inizio la lettura di questo articolo di Andrea Magnolini, uscito su AAM Terranuova di ottobre 2012

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Autocostruzione… partiamo da una stufa!

stufa-russa-intonaco-webIniziamo a cimentarci con l’autocostruzione, qui accanto alla futura Corte del Vento, partendo da uno dei bisogni primari dell’uomo, quello del fuoco e del calore.

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Andrea Magnolini condurrà un gruppetto a cimentarsi con la realizzazione di una stufa in muratura particolarmente semplice ma dall’alta efficienza, detta Stufa Russa. Partiremo da zero, per arrivare, in due giorni (15-16 novembre), sino alle finiture dell’intonaco.

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Sarà un’esperienza del fare, ma non tralascerà un inquadramento teorico sulle stufe in muratura, anche di tipo diverso. Non sono richieste competenze di base, ma solo voglia di imparare e di fare assieme.

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Per saperne di più: https://sanroccocommunity.org/incontri-e-iniziative/corso-di-autocostruzione-stufa-in-muratura/

Un Orto Sinergico sta nascendo a San Rocco!

Sinergico

Una nuova pagina del nostro cammino in contatto con Madre Terra sta per essere scritta qui a San Rocco dove, proprio sul terreno della Corte del Vento, il prossimo fine settimana inizierà un Corso di Agricoltura Sinergica.

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In due week end un gruppetto di 10 appassionati, realizzerà tre bancali partendo da un terreno vergine, non coltivato da almeno un decennio. Oltre l’orticoltura biologica, ci rapporteremo con le intuizioni di Masanobu Fukuoka, elaborate dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip.

Ci condurrà in questo viaggio, tra teoria ed esperienza, Emanuele Mercedi, docente della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip, che ha collaborato alla stesura del testo, fresco di stampa, Agricoltura Sinergica, Terranuova Edizioni, maggio 2014.

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Per chi vuole unirsi a noi, ci sono ancora un paio di posti tra i corsisti!

Per informazioni o iscrizioni: https://sanroccocommunity.org/incontri-e-iniziative/realizziamo-un-orto-sinergico/

Per Comunicare ci vuole il Corpo! – conferenza pubblica

39Ricordiamo che Sabato 1° marzo, in collaborazione con la Libreria Ubik di Schio, abbiamo organizzato una conferenza pubblica a ingresso libero con il dott. Pino De Sario, psicologo sociale, docente di Gestione del Conflitto all’Università di Pisa, e direttore della Scuola Facilitatori.
La conferenza si terrà presso il Palazzo Toaldi Capra, sala degli Affreschi, a Schio, in Via Pasubio, dalle 18.00 alle 19.30.

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Sarà un’occasione preziosa avere De Sario qui in Veneto.
Lo abbiamo chiamato per presentare il suo ultimo libro, Il Codice che Vince (De Angeli, 2014), che verte su un uso consapevole del corpo, e dei nostri schemi corporei, al fine di raggiungere una comunicazione davvero efficace.

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Al termine della serata, nella quale De Sario illustrerà anche le due occasioni formative organizzate con la San Rocco Community da marzo a giugno (Gestire i Conflitti, Diventare un Facilitatore), ci sarà anche un piccolo rinfresco a chilometri zero offerto da La Buona Terra di Schio.

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Per chiudere questa segnalazione, ecco un breve video nel quale avere un’anteprima delle gestualità del corpo esperto, illustrate da De Sario stesso.

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nuovo seminario sulla gestione dei conflitti

Conflitto4Siamo felici di comunicarvi che domenica 2 marzo 2014 (ore 9.00 – 17.00) sarà possibile partecipare al seminario Gestire i Conflitti, organizzato da San Rocco Community Associazione Culturale, in collaborazione con la Scuola Facilitatori e con il patrocinio della Rete Italiana Villaggi Ecologici e del Coordinamento in Transizione della provincia di Vicenza.

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Il seminario si incentrerà sulle abilità e le mappe necessarie per la gestione costruttiva di conflitti e contese, nella vita personale e professionale. Programma sarà denso, e integrerà le esperienze dei partecipanti. Il conflitto come risorsa e le tecniche per affrontarlo. Come andare oltre lo schema “ragione-torto”.

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Il formatore è Pino De Sario, Psicologo sociale, direttore della Scuola Facilitatori e docente all’Università di Pisa, Corso di Laurea di Scienze per la Pace.

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per saperne di più: https://sanroccocommunity.org/incontri-e-iniziative/seminario-gestire-i-conflitti/

Perché sì…

Pubblichiamo una lettera che Irmgard, lettrice di Aam Terranuova, ha inviato alla rivista a seguito dello special sui progetti di ecovillaggio in Italia, pubblicato nel numero di ottobre.

Di seguito la risposta di Enrico, pioniere e presidente della San Rocco Società Cooperativa, ente che nella Community si occupa del progetto e della prossima realizzazione dell’ecovillaggio Corte del Vento, a San Rocco di Tretto.

Buona lettura e grazie a Irmgard per la lettera.

Tretto. Zona dove sorgerà l'ecovillaggio Corte del Vento

La zona dove sorgerà l’ecovillaggio Corte del Vento, al Tretto di Schio (VI).

12 ottobre 2012

Leggo da tanti anni la vostra rivista alla quale sono abbonata, con grande interesse e spesso ci sono articoli che parlano degli ecovillaggi, descritti sempre in modo positivo.

Nell’ultimo numero di ottobre vi occupate di 22 nuovi progetti di ecovillaggi. Ci sono anche ecovillaggi costruiti ex nuovo.

Sappiamo però che il consumo del suolo e un gravissimo problema. La superficie terrestre non aumenta e per la massiccia cementificazione ci sono già in atto dissesti idrologici, frane, diminuzione della superficie agricola, interi paesaggi compromessi, per non parlare dell’aspetto estetico. Ci sono movimenti che si battono per fermare questo scempio.

Poi devo leggere su Terra Nuova, il mensile per l’ecologia della mente e la decrescita felice,  dell’ecovillaggio San Rocco Community (lo prendo come esempio) con costruzioni nuove per 11.300mq, un enorme consumo di suolo. Poco importa se le case sono costruiti in paglia o legno. Non si dovrebbe nemmeno chiamare “ecovillaggio”! Siamo alla solita rincorsa al terreno edificabile per cementificarlo!!! Li chiamate “pionieri” ma con tutto il rispetto per queste persone, che con coraggio iniziano percorsi nuovi, non siamo nei territori sconfinati dell’Outback australiano. Siamo in Italia dove il territorio da occupare è finito.

Gli ecovillaggi dovrebbero solo sorgere nei posti dove già esistono delle strutture da recuperare.

Quanti paesi medievali anche sulle colline sono semivuoti, e nemmeno le villette nuove costruite fuori si riescono più a vendere, eppure anche gli ecologisti si mettono a buttare il cemento!

Da Terra Nuova mi sarei aspettata un minimo di critica, e non il solito elogio e la solita pubblicità!

 C’è anche un altro aspetto riguardante gli ecovillaggi, mai preso in considerazione. Se ci si ritira nei luoghi più sperduti per vivere l’esperienza ecologista, circondati da persone che la pensano nella stessa maniera, si rischia di vivere  come in un ghetto. Sicuramente  l’ecovillaggio è aperto verso l’esterno e accoglie ben volentieri gli ospiti che però normalmente sono già su percorsi di cambiamento. Pur riconoscendo che  gli ecovillaggi possono essere riferimenti utili e importanti, per cercare di fare cambiare stile di vita, bisogna soprattutto vivere tra la gente “normale”, confrontandosi con loro tutti i giorni e fare vedere attraverso il proprio esempio che è possibile vivere in modo più ecologico.

Ringraziandovi per l’attenzione vi saluto

Irmgard Testi-Kranawetter  –  Casciana Terme (PI)

18 ottobre 2012

Cara Irmgard,

quando rivolgo lo sguardo dentro, il mio sentire è lo stesso tuo: un velo di rammarico mi è rimasto, come pioniere della San Rocco Community, per non essere riusciti, nella nostra ricerca iniziale, a trovare qui nell’alto vicentino un borgo, un gruppo di case, una struttura esistente dove realizzare il nostro sogno: andare a vivere assieme. Come te, avrei preferito una ristrutturazione, riportare a nuova vita case in pietra già esistenti, che dalle nostre parti abbondano. Ma pochissimi qui vendono casa. E quei pochi vuol dire una casa qui e una là, e là può essere a chilometri di distanza.

Siamo veneti pedemontani, non so chi di noi sarebbe stato disponibile a trasferirsi in altre zone d’Italia. Così quando è stato tempo di scegliere, avevamo due possibilità: o aspettare ancora, sperando che prima o poi qualcosa di già esistente si rendesse disponibile, oppure fare un gesto concreto, iniziare da un terreno vergine. Abbiamo scelto la seconda. Abbiamo sbagliato? Forse si, non lo sapremo mai. Abbiamo dovuto scegliere: il cammino di avvicinamento all’eco villaggio è pieno di compromessi, di punti stretti di passaggio dove sei costretto ad accettare qualcosa di diverso da quello che hai sognato. E se non lo accetti, ti fermi. Abbiamo tutti in mente infinite sfumature di grigio per ritrarre i nostri sogni, ma poi la realtà qualche volta ti mette di fronte a bianco o nero, sì o no, vita o morte.

Nell’articolo c’è un errore: sono 2.300 mq massimi edificabili, non 11.300; certo il principio non cambia. Una delle riflessioni che ci ha aiutato ad accettare di costruire ex-novo, è stato il fatto che l’energia necessaria per far funzionare le nostre case sarà, a regime, pochissima e interamente da fonti rinnovabili. Il fabbisogno per riscaldare è minimo, 1 o 2 quintali di legna a stagione per ogni casa; legna reperibile sul posto, nei nostri abbondanti boschi, fonte facilmente rinnovabile. L’elettricità e l’acqua calda verranno dal sole, di rinfrescare non c’è bisogno. Non ci saranno apparecchi a gas. Nessuna casa di pietra avrebbe potuto essere riscaldata con così bassi consumi.  La paglia ed il legno assicurano questo grande vantaggio. E poi permettono di ridurre al minimo il famigerato cemento. Certo, un prato diventa eco villaggio: che madre terra porti ancora un po’ di pazienza verso questi suoi figli maldestri che non hanno ancora imparato a vivere in armonia con il creato. In cambio del suo permesso a procurarle ancora ferite, noi ci impegniamo ad introdurre nella nostra quotidianità piccoli gesti per consumare di meno, essere più compassionevoli e solidali tra noi e tornare ad affondare le mani nella sua materia scura e fertile che cura e nutre.

E c’impegniamo ad entrare in contatto con una comunità esistente, quella del Tretto, l’altopiano in comune di Schio, in provincia di Vicenza, dove andremo a costruire, con l’umiltà dell’ultimo arrivato. Entriamo in punta di piedi chiedendo permesso a madre terra e agli abitanti che qui vivono da generazioni e generazioni, un popolo orgoglioso e tenace di origini germaniche, che con madre terra ha già un rapporto molto stretto, se pur molto diverso dal nostro. Entriamo con la speranza di poter testimoniare uno stile di vita sobrio, relazioni più compassionevoli e solidali tra di noi, e noi significa non solo all’interno del nostro gruppo ma anche con i futuri vicini di casa. Nell’eco villaggio Corte del Vento non ci saranno recinti, non ci sarà un dentro e un fuori, non ci saranno confini. Se Dio ci aiuta, saremo una macchia che si espande tra le genti che già abitano lì e tra coloro che si aggregheranno a noi cammino facendo, che ancora non conosciamo. Questa è la nostra testimonianza, il nostro tentativo di trovare, sperimentare, indicare una strada diversa, una strada tra tante, senza pretese di essere migliori di chi sceglie di vivere e testimoniare l’ecologia in modo diverso.

Buona vita.

Enrico Rilievo, San Rocco Community

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