Posts Tagged ‘sviluppo sostenibile’

Celebriamo l’orto sinergico!

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In questi giorni, che ci stiamo preparando ad accogliere un nuovo gruppo di aspiranti agricoltori sinergici (ecco qui dove si trovano informazioni sul prossimo corso), mi è venuta voglia di celebrare quelle fantastiche giornate di giugno in cui, da un pezzo di terreno colmo di sassi e gramigna, abbiamo tirato fuori quattro bellissimi bancali di sinergico.

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La celebrazione passa per una raccolta di immagini, che prima ancora delle parole trasmettono molte delle sensazioni di quei giorni, e poi mi piacerebbe lasciare aperta la fine di questo post ai commenti e ai ricordi di chi quel corso lo ha vissuto in prima persona. Aggiungerò i contributi mano a mano che mi arriveranno.

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Intanto una carrellata di immagini sull’orto, e il suo processo da terreno incolto a universo sinergico.

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…quello che ha arricchito ancor di più l’esperienza di questo corso è stata la cucina ottima e creativa di Silvana&co., con i pasti che erano momenti di festa e di ristoro…

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…e infine celebro la bellezza e il prezioso contributo di ciascuno di noi, che eravamo in quell’orto assieme, a imparare e a creare, a osservare e a stupirci, a ricevere saggezza dalla terra e a donare, a questa terra, un gioiello meraviglioso e vivo.

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Commenti di alcuni corsisti:

“non sono stata presente alle  due giornate di pratica ma sui vostri volti sono percepibili innumerevoli emozioni… gioia, condivisione, energia, sacrificio… bravissimi!!” Fabiola

“Docente preparatissimo, nozioni apprese illuminanti, contesto splendido, gruppo affiatato, cucina genuina e deliziosa…Che dire di più?!” Elisa

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Edilpaglia. C’è ARIA di casa.

“ARIA familiare” è l’ultimo progetto nato in Edilpaglia, il naturale coronamento di tanti anni di pratica e sperimentazione di edilizia con paglia (e legno). ARIA sta per Associazione Rete Italiana Autocostruttori, e questa associazione è la concreta risposta di Edilpaglia all’esigenza di tante famiglie che vogliono costruirsi in parte ed in proprio la propria abitazione.

In proprio o grazie anche all’aiuto appassionato di quei volontari e corsisti che vogliono imparare le tecniche di edilizia in paglia e legno adatte appunto per l’autocostruzione.

È quello che sta accadendo a Conselice, provincia di Ravenna, dove Vanessa e Riccardo stanno autocostruendo la propria abitazione da circa 100 mq. in Greb, una tecnica costruttiva semplice inventata in Canada e molto diffusa in Francia. A parte le fondamenta in cemento, tutto il resto sarà opera loro e dei corsisti che da tutta Italia stanno arrivando qui, nel primo cantiere in Italia in completa autocostruzione. Da metà agosto 2012, periodo in cui hanno iniziato a realizzare la struttura in legno, sono giunti già al terzo corso da 5 giorni e a vari workshop di un weekend. La formazione è a cura di Maria Angela Pucci, ingegnere che sta seguendo il progetto nonché presidente di Edilpaglia, e di Stefano Mattei, permacultore, sempre Edilpaglia.

Per Riccardo è “un’esperienza culturale e di incontro fantastica”, oltre che un modo per ridurre drasticamente i costi di costruzione di un’abitazione. Vanessa, proprietaria di casa e progettista, scrive nel suo blog: “A.R.I.A. familiare” è un’associazione volontaria dall’ampio contenuto di valori, tra questi la solidarietà che si viene a creare in momenti di difficoltà e il potersi autocostruire quello che credo sia un diritto di tutti, una casa, ma che magari non tutti hanno le potenzialità economiche per farlo. E quale soluzione migliore di riappropriarsi della propria manualità magari facendolo con persone della stessa famiglia o amici?”
Il resto lo dicono i suoi occhi e il sorriso, e come l’abbiamo vista in cantiere domenica scorsa, quando siamo andati a condividere una mattina di lavoro e un po’ di racconti e progetti sulle strade di paglia per arrivare a casa.

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 foto di Emanuele Vaiente e Andrea Stagliano

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Spunti di approfondimento:

E decrescita sia!

Si è conclusa domenica la Terza Conferenza Internazionale sulla Decrescita, che si è tenuta a Venezia dal 19 al 23 settembre.

Venerdì, di rientro dall’evento L’Aia in Laguna, dove gli amici della RIVE ci hanno fatto accennare al nostro più grande progetto di decrescita, l’ecovillaggio, ho assistito a una mezz’ora della plenaria pomeridiana della Conferenza. Mi ha colpito quanto faceva notare con stupore Luca Mercalli, ovvero che a livello scientifico è chiaro che è in atto un cambiamento climatico globale che non ha precedenti, per entità e velocità, e che questo è certamente correlato alle attività dell’uomo. È anche chiaro che l’attuale modello di sviluppo, basato sulla chimera della crescita continua, ha già presentato il suo conto (surriscaldamento globale, inquinamento, esaurimento delle risorse idriche, estinzione di specie animali e vegetali…) e non è più possibile andare avanti su questa strada. Eppure il dibattito e il confronto sui temi della decrescita e di uno sviluppo sostenibile vengono in genere trattati dai media come temi secondari, di cui è possibile interessarsi ma anche no, privilegiandogli pure argomenti più leggeri o di moda. Ecco, per usare le sue parole, fare così è come “parlare di che colore prendere la nuova tappezzeria, o che portate servire a cena, mentre la casa sta andando a fuoco”. La riflessione e la pratica di uno sviluppo compatibile con il nostro pianeta, con i suoi equilibri e le sue risorse, deve diventare prioritaria a livello internazionale.

Per contro Venezia dà anche un motivo in più di speranza, a vedere una partecipazione così impegnata e cosmopolita, che si è confrontata sulle pratiche della decrescita ed ha voglia di tradurre in azioni concrete quanto condiviso.

Ce ne dà un’idea Alice, dottoranda universitaria, che al termine dell’ultimo giorno ci scrive: “Esco ora dall’ex cotonificio [sede della Conferenza] dopo 13 ore esatte di confronto, dialogo e scambio. Ne esco stanca ma con la consapevolezza di essere stata presente a qualcosa di straordinariamente importante, ad un momento di incredibile energia e condivisione che fa maturare in me una speranza: che non si perda l’occasione maturata in questi giorni che le esperienze raccontate e vissute da ogni movimento non si polverizzino ma convergano a formare un’ampia, forte condivisa massa critica! Questa è un’occasione che molti hanno auspicato e x cui molto si è lottato! Non perdiamola!!”

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