Posts Tagged ‘terreno ecovillaggio’

Celebriamo l’orto sinergico!

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In questi giorni, che ci stiamo preparando ad accogliere un nuovo gruppo di aspiranti agricoltori sinergici (ecco qui dove si trovano informazioni sul prossimo corso), mi è venuta voglia di celebrare quelle fantastiche giornate di giugno in cui, da un pezzo di terreno colmo di sassi e gramigna, abbiamo tirato fuori quattro bellissimi bancali di sinergico.

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La celebrazione passa per una raccolta di immagini, che prima ancora delle parole trasmettono molte delle sensazioni di quei giorni, e poi mi piacerebbe lasciare aperta la fine di questo post ai commenti e ai ricordi di chi quel corso lo ha vissuto in prima persona. Aggiungerò i contributi mano a mano che mi arriveranno.

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Intanto una carrellata di immagini sull’orto, e il suo processo da terreno incolto a universo sinergico.

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…quello che ha arricchito ancor di più l’esperienza di questo corso è stata la cucina ottima e creativa di Silvana&co., con i pasti che erano momenti di festa e di ristoro…

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…e infine celebro la bellezza e il prezioso contributo di ciascuno di noi, che eravamo in quell’orto assieme, a imparare e a creare, a osservare e a stupirci, a ricevere saggezza dalla terra e a donare, a questa terra, un gioiello meraviglioso e vivo.

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Commenti di alcuni corsisti:

“non sono stata presente alle  due giornate di pratica ma sui vostri volti sono percepibili innumerevoli emozioni… gioia, condivisione, energia, sacrificio… bravissimi!!” Fabiola

“Docente preparatissimo, nozioni apprese illuminanti, contesto splendido, gruppo affiatato, cucina genuina e deliziosa…Che dire di più?!” Elisa

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In viaggio verso casa

Due giorni di tempo
e la voglia di camminare verso casa.
La mia casa, la nostra casa
un villaggio che ancora non c’è.

Ho voglia che nel cuore non ci sia solo il suo sogno e i nostri sguardi
ma anche l’odore della terra e dell’erba,
la memoria della vista dell’alba
e del profilo del Summano con le stelle
quando la notte è buia, ma mai troppo da non riconoscere case e contrade, una notte in cui posso seguire con lo sguardo gli alberi fino a che diventano quel bosco che va su verso il Brazome e il Novegno.

Due giorni. Partire da casa, quella di adesso, salire a quella di prima, e senza mai toccar pianura, camminare, salire e camminare, e accorgermi strada facendo che un’idea strana, un “perché no?”, sta diventando un viaggio, una sorta di pellegrinaggio.
Nel cammino solitario c’è il sorriso, l’apprensione del perdersi, la fiducia che tutto andrà bene, la voglia di lasciar andare.

La vista del Tretto da distante è già casa.
L’arrivo e il dormire in questa nostra terra è gioia e ristoro,
è riposare al centro di un fiore che è pronto a sbocciare,
è la verità del vento,
è la realtà dei suoni fuori dalla tenda.
Sono arrivato, e ora c’è solo Grazie.

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